PROJECTS

As Leader/Co-leader

BROTHERHOOD
Tobia Bondesan: Saxophones
Michele Bondesan: Double Bass

If music is a ritual as old as humanity, then sound is older than humans, its source lost in the origin of everything. Peoples past and present have used sound as a signal, a symbol, a ceremony, a connector. As a duo, “Brotherhood” carry a universal and primitive relationship with sound, an ancestral exchange of physical and psychic energy…

SOLI(E)TUDE
Tobia Bondesan: Saxophones, prepared Sax, Objects, Percussions

Studio e pratico l’improvvisazione perché ha un’importanza basilare su diversi livelli della vita umana e sulla mia quotidianeità sia fisica che psicologica. A livello del mondo fisico possiamo dire che in genere l’entropia e la dipendenza da altri fattori, sia esterni che interni, sia di fatto la maggior causa degli eventi, nonostante una mania del controllo tipicamente umana. Lo studio della serendipità che comanda l’azione artistica forse è l’unico mezzo di vero controllo del risultato sonoro, l’accettazione dell’irripetibilità dei fenomeni e l’unico atteggiamento sano che porti ad una soddisfazione completa dell’incontrastabile tendenza alla variabilità

SAFARI

Tobia Bondesan: Saxophones
Luca Perciballi: Chitarra
Stefano Costanzo: batteria

Nuovo trio collaborativo nato nel 2021, Safari riunisce alcuni dei pi promettenti improvvisatori ù
della scena italiana per un progetto che unisce improvvisazione, elettronica, rumore e suggestioni rock per creare strutture inedite ed inaspettate.
Imprevedibile, rumorosa e sempre stimolante, la musica e il suono che Safari crea è difficile da categorizzare, cogliere e inscrivere in un solo genere musicale o definizione.
Il trio mette insieme tutte le influenze dei singoli membri muovendosi con agilità tra droni minimalisti, melodie rubate, groove di stampo rock e poliritmi nella creazione di una forma drammaturgica inedita.

BEAST FRIENDS

Tobia Bondesan: Saxophones
Silvia Bolognesi: Contrabbasso
Giuseppe Sardina: batteria

La musica, come la vita del resto, traccia dei sentieri fatti di scelte e casi. Ci sono persone che continuano a camminarci accanto, proseguendo imperterrite in una direzione che è la loro, ma anche la nostra. Ci sono musicisti con cui, da sempre, condividiamo un brivido, una vibrazione, una visione e a cui, sottilmente ma indissolubilmente, siamo collegati.

Silvia, Tobia e Giuseppe sono così: legati da un filo, a cui hanno deciso di dare un nome e una storia. Una storia che nasce sia dalla passione per il jazz e la sua tradizione, sia dall’amore per la sperimentazione e per l’improvvisazione libera: questa formazione cerca di camminare in bilico tra questi elementi, grazie ad un attento ascolto reciproco e ad un repertorio -completamente originale- che permette grande elasticità. Il risultato è un rocambolesco viaggio tra culture e temi, tempo e narrazione, urlo e canto. Avete presente quell’amore viscerale, che è quasi odio? Quel momento in cui la musica smette di avere un nome? Quel richiamo ferino, quella parte animale? Quell’amicizia che ci rende tribù, che ci rende branco? Quello swing sbilenco, quel treno veloce, quel momento del giorno in cui ti senti triste e felice? Ecco, quello.

BLUERING UNDERWOOD

Tobia Bondesan: Sassofoni
Luca Perciballi: chitarra
Francesca Naibo: chitarra
Glauco Benedetti: tuba, trombone, tromba
Federico Calcagno: clarinetti
Stefano Grasso: batteria, percussioni, vibrafono
Giuseppe Sardina: percussioni
Michele Bondesan: contrabbasso
Francesca Scigliuzzo: violoncello
Federico Zaltron: violino, viola

Generi e idiomi musicali da ogni tempo e ogni dove. Una creazione estemporanea, composizione, ascolto di gruppo. Da anni l’associazione BlueRing-Improvisers si dedica alla ricerca artistica esplorando le pratiche improvvisative non-idiomatiche, la conduction e il segno scritto al fine di creare attività artistiche in ambito musicale e di ricerca teorica, da sempre in un dialogo spontaneo e simbiotico con le arti visuali. Lo scopo del gruppo è quello di indagare le dinamiche relazionali tra i musicisti, in bilico tra la propria individualità e il gesto collettivo, e di sperimentare materiali sonori e timbri nuovi, creati da e per un saper fare strumentale e improvvisativo.

PÀN Ã LÉÅKÊ
Tobia Bondesan: Tenor Saxophone
Jacopo Giacomoni: Alto Saxophone, voice
Glauco Benedetti: Tuba
Francesco Cigana: Drums

Un’ora di musica in cui ci si può imbattere in canti tibetani, melodie profonde e sinuose, richiami della foresta, echi di isole indonesiane, scantinati newyorkesi, minimalismi geometrici, fuochi d’artificio, esperimenti futuristi, dadaisti, silenzi glaciali, noise berlinese, giungle tropicali, tribalismi teriomorfi, filastrocche infantili, ninne nanne e rituali apotropaici. Una continua risintonizzazione radio, folle ma lucida, di quattro musicisti che vogliono portare l’ascoltatore in una dimensione nuova, rompendo le tradizioni della forma concerto, ma stregando l’ascoltatore in uno stato in bilico tra la certezza della forza improvvisativa e il dubbio curioso della forma, per lasciarli infine semplicemente contemplare, ascoltare il tutto pacatamente rilassati su una panchina, in un parco, in una tiepida giornata di primavera. Le oche ascoltano sempre, ed è bene ascoltarle. PÀN Ã LÉÅKÊ (“pan alle oche”) è devoto all’improvvisazione nelle sue varie forme.

GIOVANNI MAIER/TOBIA BONDESAN

Tobia Bondesan: Alto Saxophone
Giovanni Maier: Double Bass

All’inizio del 2020 inizia questa fruttuosa collaborazione, che sfocia nella produzione di una registrazione realizzata in modo del tutto atipico…

MATERIA
Tobia Bondesan: Saxophones
Carlotta Vettori: Flute
Federica Ceccarini: Clarinets
Giancarlo Schiaffini: Trombone
Tommaso Taurisano: Guitar
Francesco Toninelli: Vibes
Francesca Scigliuzzo: Cello
Silvia Bolognesi: Double Bass
Michele Bondesan: Double Bass

La collaborazione con artisti di altre discipline non ci è nuova (…) il fatto di concentrarsi su un oggetto artistico al di fuori dalla musica ci serve per trovare una direzione comune, una rappresentazione condivisa, per far scattare nuovi percorsi mentali, per provare nuovi metodi e mettere alla prova nuove idee. In questo lavoro ci siamo concentrati sulle opere del grande artista del ‘900 italiano Alberto Burri. Burri è stato un grande sperimentatore, un rivoluzionario (…) È nato così Materia, un ensemble che da Burri non trae solo una poetica, ma un metodo: abbiamo composto e improvvisato della musica preoccupandoci di porre al centro della nostra ricerca l’elemento materico del suono, valorizzando il gesto come mezzo espressivo

TOBIA BONDESAN-BASEMENT
Tobia Bondesan: Saxophones
Filippo Galbiati: Piano
Michele Bondesan: Double Bass
Giuseppe Sardina: Drums

Viviamo in un’epoca post moderna, dove la vera vita sembra proiettata sugli schermi, le interazioni arginate dal web. Solo il caos della folla e un silenzio un po’ perbenista regnano nella città. I musicisti si ritrovano, come carbonari, nelle cantine bolognesi, pianeti lontani e umidi, realtà parallele. Partigiani, argo-astro-nauti dei seminterrati del conscio, affrontiamo lo spazio tempo percepito, dando forme liquide al suono, intangibilità al reale.

MULUNGU
Tobia Bondesan: Saxophones
Emanuele Parrini: Violin
Michele Bondesan: Double Bass
Giuseppe Sardina: Drums

Mulungu è il dio creatore o la “forza creatrice” in numerose mitologie bantu dell’Africa Orientale: la forza creatrice della musica che amiamo è in Africa e non possiamo ignorare questa origine. Per questo abbiamo dedicato a questa divinità il quartetto: ci siamo proposti di percorrere la strada che ha portato molti grandi artisti a confrontarsi con questo continente ed i suoi suoni prima di noi, trovando il nostro modo di interagire con il nostro comune passato, trasformandolo in musica viva, pulsante, contemporanea…

TOBIA BONDESAN/GIUSEPPE SARDINA
Tobia Bondesan: (prepared) Saxophones, Objects
Giuseppe Sardina: Drums, Percussions, Object

“…ad oggi l’attenzione assoluta a tutto ciò che riguarda il suono allo stato puro, fine a se stesso, sempre coadiuvata da ampissimi spazi improvvisativi, rappresenta il carattere centrale di quasi tutte le formazioni in cui suoniamo; la maggior parte del nostro sforzo creativo oggi tende verso questa idea estetica, verso questo linguaggio dove la dimensione strettamente intima e personale risulta essere caratteristica fondamentale del linguaggio stesso…”

SOUTHERN EUROPE JAZZ GROUP
Tobia Bondesan: Alto sax
Paolo Petrecca: Trumpet
Daniele D’Alessandro: Clarinets
Carlotta Vettori: Flute
Paolo Botti: Banjo
Emanuele Parrini: Violin
Glauco Benedetti: Tuba
Nazareno Caputo: Vibes
Andrea Melani: Drums

E’ una vita che rispetto in modo reverenziale il jazz del nord, europa, i suoi spazi, il silenzio, la sua cristallina perfezione. Ma ad un certo punto ho capito che bisogna rappresentare se stessi e il nostro contesto per essere autentici, il caos e la capacità di raccontare storie complesse, la polvere del nostro stivale, la provincia del sud europa, il nostro Missisipi è il mar Mediterraneo…

NUDE PICS
Tobia Bondesan: Saxophones
Francesco Orio: Keybords/FX
Luca Perciballi: Chitarra/FX
Davide Bussoleni: Drums

Nervy, imposing swirl of sound, and yet there’s something oddly welcoming about its eddying melodies and raucous clangor. There may be noise, but there’s also passion, a patiently arching narrative, and even what could pass for a dance groove.

GURGUBUREK
Tobia Bondesan: Saxophones, FX
Cristiano Bocci: Electronic FX

Enigmatic images whose meanings have been effaced by time; unidentifiable figures whose faces and postures nevertheless arrest the eye. As with music these are forms resistant to paraphrase and thus left to speak for themselves.


FABBRICA5
Tobia Bondesan: Saxophones
Tommaso Taurisano: Guitar
Samuele Garau: Fender Rhodes
Michele Bondesan: Double Bass
Giuseppe Risitano: Drums

…composizioni articolate su cambi metrici e formali inusuali, dove l’improvvisazione è parte fondante nel suo senso più ampio e sfaccettato. Fabbrica 5, infatti, presenta fin da subito un repertorio totalmente originale che non si rifugia nella classica definizione di genere, ma che anzi lascia il dubbio della provenienza stilistica.

As Conductor


BLUERING IMPROVISERS

Siamo un’associazione di musicisti che da anni promuove la musica di ricerca. Ci basiamo su un circuito di musicisti provenienti da tutta Italia, con un bacino di utenza di diverse decine di strumentisti. Promuoviamo attività di ricerca, attività didattiche, di riqualificazione, residenze artistiche, interdisciplinarità, attività discografica, rassegne ed eventi. Con qualche centinaia di musicisti passati sui nostri palchi e quasi 50 incontri di improvvisazione libera rappresentiamo un punto di riferimento nel panorama dei collettivi del centro-nord, tra i più longevi ed attivi della nuova generazione. 


BLUERING ORCHESTRA

A BlueRing è legata un’orchestra stabile, la BlueRing Orchestra. E’ una formazione allargata dall’organico più o meno variabile che lavora sull’improvvisazione, sulla conduction e su alcuni metodi di direzione e scrittura/lettura della partitura non convenzionali, che spesso coinvolgono nel processo creativo il musicista in prima persona. Chiunque può farne parte, a patto di partecipare ai laboratori (gratuiti) che si tengono prima degli incontri. Esistono due laboratori mensili a Siena e Bologna, diretti da Tobia Bondesan. 


BOLOGNA LARGE ENSEMBLE

Dal 2019 siamo riusciti a portare avanti un progetto stabile per una formazione allargata di una decina di strumentisti professionisti che hanno incentrato la loro carriera artistica sull’improvvisazione. Questo gruppo è stabile nella città di Bologna, dove studia, prova e esibisce mensilmente in base a tecniche contemporanee di scrittura, interpretazione delle parti ed improvvisazione.

As Instrumentalist

FONTEROSSA OPEN ORCHESTRA

La Fonterossa Open Orchestra è un grande ensemble non convenzionale. Dal 2016 Silvia Bolognesi in collaborazione con Pisa Jazz, ha tenuto una serie di laboratori basati sull’improvvisazione e sullo studio di partiture “non convenzionali” dai quali è nata quest’orchestra stabile

TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA

La Tower Jazz Composers Orchestra, formatasi nel 2016, è l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato grazie a un repertorio incentrato su composizioni e arrangiamenti originali. Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone gli oltre venti elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo partiture pensate per l’orchestra stessa e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni.

ORCHESTRA CREATIVA EMILIA ROMAGNA

This new Creative Orchestra is an ensemble made up of musicians active internationally, coming from different parts of Italy and resident in the region Emilia-Romagna, who have been active for years in the field of experimental, creative, impro music and avant-jazz.

The Bolognese scene since the nineties has been characterized and distinguished with its specific approach to sound experimentation in many of its different facets. This ensemble represents a synthesis of what the city currently produces in music on the border between genres, searching new forms and relationships between composition and improvisation. At the same time some young musicians already professionally established were included in the ensemble to create an intergenerational dialogue that gives continuity to this music scene with all its peculiarities, from the transversal approach to genres to the opening towards new languages. Many of the musicians involved for years have written for several ensembles, from big band to symphony orchestra, from electro-acoustic ensembles to the most sophisticated pop.

This ensemble will produce a repertoire presented as an absolute premiere. The idea of a Creative Orchestra stems from the intention of inviting musicians of international standing to conduct it. These guests will be encouraged to write and/or organize music specially designed for the ensemble.

Creative Orchestra E-R, in the development and experimentation of new languages, cannot ignore the encounter with other non-Western cultures, not to pursue an unlikely undifferentiated melting-pot but to create moments and contexts for meeting and exchange respectful of differences and specificities.

ORCHESTRA NAZIONALE JAZZ GIOVANI TALENTI

ONJGT – Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti rappresenta un formidabile spaccato di 10 giovani musicisti per lo più under 35 che si cimenteranno in un repertorio da loro stessi composto. L’organico sarà diretto dal contrabbassista, violoncellista e compositore Paolo Damiani per un totale di 11 artisti: una formazione in grado di giocare su inauditi accostamenti timbrici e su geometrie variabili che vanno dal solo al grande ensemble. L’orchestra prevede 3 donne e 7 uomini, ribaltando un luogo comune secondo cui il jazz sarebbe musica prodotta essenzialmente da musicisti di sesso maschile. Ma quale jazz inventerà la band? L’obiettivo è di espandere i confini di questa musica, operando fuori e oltre gli stilemi legati ad esempio alla big band, cercando sonorità nuove, inedite ricerche timbriche, nonché dialoghi con altri linguaggi musicali, dalla contemporanea all’etnica. L’arte dell’improvvisazione sarà approfondita insieme, mentre ogni musicista sarà invitato a scrivere nuove partiture.

As Sideman

BIG MONITORS
Giancarlo Tossani: Piano, Kbords
Tobia Bondesan: Saxes
Gabriele Mitelli: Trumpet
Michele Bondesan: Double Bass
Andrea Grillini: Drums

ovvero cinque fratelli in musica, e qualcuno pure di sangue, per un omaggio del tutto personale a William Parker, una figura carismatica del mondo del jazz, un bassista e polistrumentista con la saggezza di un poeta. A partire dagli anni Ottanta è uno dei musicisti più attivi di New York, una delle voci più importanti della scena musicale. Il suo talento di compositore ha trovato molteplici vie di esplorazione: opere liriche, oratori, musica, teatro, cinema e balletto. Parker è anche autore di libri e raccolte di poesie e insegnante. Per diversi anni, coorganizzatore di un evento di culto quale il Vision Festival di New York.

CERCANDO IL CASO
Mauro Rolfini: Reeds
Giancarlo Schiaffini: Trombone
Tobia Bondesan: Saxes
Walter Prati: Cello
Silvia Bolognesi: Double Bass
Giuseppe Sardina: Drums, Percussions

L’ensemble si è riunito mesi or sono a partire da un’idea di Mauro Rolfini, autore di alcuni brani dedicati a figure che hanno rivoluzionato il linguaggio improvvisativo e compositivo nella seconda metà del secolo scorso (Braxton, Leo Smith ed altri). Le composizioni, nate da una forte matrice improvvisativa, sono state registrate in studio all’inizio di ottobre in quintetto ed eseguite al Torrione Jazz Club di Ferrara al termine della sessione di registrazione. La formazione in sestetto, che riunisce sul palco oltre a Rolfini, Giancarlo Schiaffini, Walter Prati, Silvia Bolognesi, Tobia Bondesan e Giuseppe Sardina, si esibisce per la prima volta dal vivo al Centro di Ricerca Musicale – Teatro San Leonardo, in prima assoluta. Partendo dal primo lavoro su materiale autografo, l’interesse si è rivolto, per questo concerto, alla pratica improvvisativa da essi evocata. I sei musicisti, scelti per il loro personale approccio a questa modalità creativa, formano un intreccio di voci privo del sussidio di uno strumento armonico: un contrappunto ritmico, melodico, timbrico. L’idea è quella di riunire diverse generazioni di musicisti, che raccontino il loro vissuto attraverso il linguaggio dell’improvvisazione: si incontrano e si intersecano, nella musica del sestetto, la necessità di ricorrere a linguaggi altri, la ricerca timbrica, la varietà e la definizione della forma. L’evocazione, per il lavoro affrontato in questo concerto, sarà il pericolo dell’uomo per l’uomo stesso, in un percorso che va dalle grandi tragedie del secolo scorso (l’olocausto, l’utilizzo della bomba atomica) fino alla minaccia costante che questa violenza possa scatenarsi ancora

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